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  • Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni

    La mostra al MEIS svela come la cultura e l’identità italiane si siano formate anche grazie agli ebrei, presenti in Italia

     

    Con la mostra “Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni”, allestita al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah - MEIS dal 14 dicembre, l’ebraismo si apre ai non ebrei e racconta al largo pubblico come la vitale e ininterrotta presenza da oltre due millenni degli ebrei nel nostro Paese abbia dato un contributo fondamentale alla storia e alla cultura italiane, tra periodi di convivenza e di interazioni feconde, e altri di persecuzioni e cacciate.

    Il MEIS accompagna il visitatore alla scoperta di una vicenda sorprendente e ai più sconosciuta, un viaggio irripetibile nell’Italia ebraica dalla distruzione del Tempio di Gerusalemme ad opera dei Romani alla vita sotto Giulio Cesare, dal rapporto con i pagani e con il cristianesimo, assurto a religione ufficiale, fino alla dispersione degli ebrei, dal loro ruolo nel Meridione al dialogo tra le culture cristiana, ebraica e araba nella Sicilia del medioevo.
    Attraverso oltre duecento oggetti preziosi – manoscritti, incunaboli e cinquecentine, documenti medievali, epigrafi di età romana e medievale, anelli, sigilli, monete, lucerne e amuleti poco noti o mai esposti prima, provenienti dai musei di tutto il mondo –, il percorso comunica l’unicità della vicenda ebraica in Italia e testimonia come essa sia parte del DNA italiano.
    Oltre duecento oggetti – molti preziosi e rari –, fra i quali venti manoscritti, sette incunaboli e cinquecentine, diciotto documenti medievali, provenienti in gran parte dalla Genizah del Cairo (un significativo archivio dell’ebraismo medievale riscoperto nella capitale egiziana), quarantanove epigrafi di età romana e medievale e centoventuno tra anelli, sigilli, monete, lucerne, amuleti, poco noti o mai esposti prima, prestati da musei italiani e stranieri di primo piano. E un percorso espositivo coinvolgente, ricco di immagini, ricostruzioni ed esperienze offerte al visitatore.
    La mostra “Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni”, che di fatto costituisce il primo segmento del percorso permanente del MEIS, comunica in modo originale l’unicità della storia dell’ebraismo italiano, descrivendo – per la prima volta con tale ampiezza – come la presenza ebraica si sia formata e sviluppata nella Penisola dall’età romana (II sec. a.e.v.) al Medioevo (X sec. d.e.v..) e come gli ebrei d’Italia abbiano costruito la propria peculiare identità, anche rispetto ad altri luoghi della diaspora.
    Attraverso cinque grandi divisioni, il percorso curato da Anna Foa, Giancarlo Lacerenza e Daniele Jalla, con l’allestimento dello studio GTRF Tortelli Frassoni Architetti Associati, individua le aree di provenienza e dispersione del popolo ebraico, ripercorre le rotte della diaspora e dell’esilio verso il Mediterraneo occidentale, dopo la distruzione del Tempio. Documenta la permanenza a Roma e nel sud Italia, parla di migrazione, schiavitù, integrazione e intolleranza religiosa, in rapporto sia al mondo pagano che a quello cristiano. Segue la fioritura dell’Alto Medioevo e poi, in un clima politico segnato dalle dominazioni longobarda, bizantina e musulmana, il precisarsi di una cultura ebraica italiana, anche a nord. Fino alle Crociate, agli eccidi, alle conversioni forzate che segnano le comunità ebraiche tedesche, mentre quelle italiane godono ancora di una notevole stabilità e relativa convivenza con l’ambiente circostante, come testimonia l’ebreo Beniamino da Tudela nel suo “Libro di viaggi”.
    A introdurre i temi in mostra, lo spettacolo multimediale “Con gli occhi degli ebrei italiani”, che in ventiquattro minuti ripercorre la storia del Paese dal punto di vista dei suoi abitanti ebrei.